Dott. Claudio Lambertoni

Un allarme sociale chiamato OSAS.

Apnee del sonno, medici tenuti a segnalazione per rinnovo patente

Ne soffre più di un milione e mezzo di italiani con un impatto economico di quasi tre miliardi sulla sanità pubblica. L’OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), ovvero la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, sta diventando un allarme sociale per anche per la pericolosa incidenza che ha nei sinistri stradali. Secondo le ultime stime ne è alla base nel 22% dei casi in Italia (e addirittura nel 30% in tutta l’Ue): la sindrome ogni anno causa oltre 17mila sinistri con una media di 250 morti e più di 12mila feriti.

Per questo l’Italia, adeguandosi di recente alle normative europee vigenti sul tema (Recepimento della direttiva della Commissione 2014/85/UE recante modifica della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la patente di guida del 22 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2016), ha modificato regole e procedure per il rilascio ed il rinnovo della patente di guida sia per chi ha ricevuto già una diagnosi di OSAS sia per quanti dichiareranno al medico monocratico di soffrire di forti episodi di russamento. In questo caso sarà il professionista sanitario a disporre ulteriori approfondimenti. L’idoneità verrà poi concessa dalla Commissione Medica Locale (CML) che effettuerà una valutazione attraverso il questionario “Epworth” ed un particolare test che valuta i tempi di reazione nell’arco di 10 minuti, durante i quali si dovrà rispondere a particolari stimoli luminosi nel minor tempo possibile.

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Russi pesantemente, hai sonnolenza diurna o hai il sospetto di avere apnee del sonno?

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Chi soffre di Osas può guidare?

Anche i soggetti che soffrono di OSAS potranno ottenere rilascio e rinnovo, dimostrando un adeguato controllo della sintomatologia presentata con relativo miglioramento della sonnolenza diurna, se del caso confermato da parere specialistico.

 COSA DICE LA LEGGE – Con il decreto dei Trasporti (dicembre) 2015 ed il successivo decreto attuativo del ministero della Salute (febbraio 2016), l’Italia si è adeguata alla direttiva 2014/85 dell’Unione europea che disciplina il rilascio ed il rinnovo delle patenti di guida ai soggetti affetti dalla sindrome delle Apnee notturne, comunemente conosciuta come OSAS. Nel nuovo procedimento il ruolo del medico è molto importante perché se è vero che si parte da una sorta di “autocertificazione”, poi starà al professionista richiedere un approfondimento anche per chi non dichiari di soffrire di Osas e di seguire il percorso di cura necessario.

 LE VERIFICHE – Ci sono delle “spie” che possono far pensare a potenziali indiziati per le caratteristiche fisiche (per esempio soggetti obesi, soggetti che presentano una micrognatia e/o retrognatia o un collo grosso) o che presentino un dato anamnestico positivo per malattie associate all’Osas (ipertensione arteriosa, aritmie, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, eventi ischemici cerebrali, broncopneumopatie). In caso il medico abbia dei sospetti fondati delega la valutazione dell’idoneità alla Commissione medica locale (Cml) che può disporre inizialmente un test dei tempi di reazione, della durata di 10 minuti, in cui si dovrà rispondere premendo un pulsante a una sequenza rapida di stimoli luminosi. Successivamente, se necessario, si potrà far effettuare il questionario di Epworth, specifico per chi soffre di questa sindrome.  

 LE AUTORIZZAZIONI – Al termine di tutti gli approfondimenti, l’autorizzazione alla guida potrà essere rilasciata anche alle persone affette da Osas, sia moderata sia grave, a condizione che dimostrino “un adeguato controllo della sintomatologia presentata con relativo miglioramento della sonnolenza diurna, se del caso confermato da parere specialistico di strutture pubbliche”.

In questo caso la validità della patente rilasciata o rinnovata, eventualmente anche con prescrizioni da parte della Cml, non può superare i tre anni per i “normali” conducenti (quelli in possesso di patenti di categoria AM, A, A1,A2, B1, B, e BE ) e un anno per i conducenti professionali, quelli titolari di patente di categoria C, CE, C1, C1E, D, DE, D1 e D1E nonché i titolari di certificato di abilitazione professionale di tipo KA e KB. La stessa Commissione potrà, al contrario, inibire la guida ai soggetti affetti da Osas media o grave che non si sottopongono con continuità a terapie adeguate, utili a controllare la malattia e a migliorare la sonnolenza diurna.

 LA NORMATIVA secondo la normativa e le nuove linee guida, la patente viene ridotta – per le categorie A e B a 3 anni e per le professionali ad un anno – solo ed unicamente nel caso in cui la persona che si presenta alla visita del rinnovo sia in una condizione di Osas. Quindi deve presentare una sindrome non curata o curata male e che viene considerata un rischio per tutta la comunità. In quel caso s’impone la riduzione di validità altrimenti nonostante le nuove normative, si può ottenere il permesso di guida con gli stessi identici tempi di prima senza limitazione.

La Prevenzione è la miglior strada da seguire.

Una delle principale difficoltà è riconoscere precocemente la patologia che è spesso non o sotto-diagnosticata. Si pensa che non sia diagnosticata addirittura nel 93% delle donne e nell’82% degli uomini nei casi di sindrome moderata-grave.

Per la prevenzione e la diagnosi saranno fondamentali:

 L'Anamnesi (i sintomi) riferiti dai conviventi dei pazienti

Visita otorinolaringoiatrica

 Esame obiettivo specialistico (ricerca di cause ostruttive)


 Esame obiettivo generale (ricerca di cause favorenti):

 Eccesso ponderale, obesità (calcolo BMI)
 Micro/retrognazia (mandibola piccola e arretrata)
 Collo corto e taurino
 Compilazione di un questionario per evidenziare la sonnoleza diurna (questionario di Epworth)
 Fibrolaringoscopia e test di Mueller

 Polisonnografia (vedi: diagnosi dell'OSAS)

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Per la diagnosi occorre, oltre all'attenzione del paziente e dei famigliari, anche un’adeguata formazione per i medici, in virtù delle innovazioni della tecnologia che consentono di formulare la diagnosi della patologia il più precocemente possibile. Fondamentale è poi l’importanza di un lavoro sinergico tra professionisti: l'OSAS è infatti una patologia che necessariamente richiede un’equipe multidisciplinare perché sono tantissime le figure coinvolte: l’otorino, il pneumologo, il neurofisiopatologo, l’odontoiatra, ed altri.